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Arte, sogno, nostalgia - esposizione d'arte

Opere di Ezio Goggia

Data inizio :

7 novembre 2026

Data fine:

7 novembre 2026

Argomenti:
Tempo libero
Arte, sogno, nostalgia - esposizione d'arte
Municipium

Cos'è

ESPOSIZIONE D’ARTE

Arte, sogno, nostalgia
EZIO GOGGIA

Inaugurazione sabato 7 novembre 2026 - ore 16:00

Biblioteca Centro Cultura “Tullio Carrara”
dal 7 al 30 novembre 2026

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca:
LUN-MAR-MER-VEN-SAB
9:00-12:30 14:00-18:00
GIOV 
9:00-12:30 14:00-22.30

La pittura di Ezio Goggia offre ancora una volta un'occasione di appagamento estetico. Mostra attentamente soppesata dall'autore, costituita da un gruppo ristretto di dipinti scelti fra paesaggi, vedute urbane, autoritratti, datati quasi tutti agli ultimi anni di attività e con l'eccezione degli autoritratti scaglionati in cinque decenni di lavoro.

Il paesaggio è il tema di elezione del nostro: fin dalle composizioni giovanili le prealpi Orobie, prima fra tutte la Presolana, hanno offerto spunti per una serrata ricerca chiaroscurale che sembrava trovare forza dalle asperità delle pareti montane per tradursi in grumi di colore.

Da quelle opere iniziali e nel prosieguo dell'esperienza pittorica, la stesura cromatica si è andata progressivamente affinando per giungere a prove di più sensibile vibrazione atmosferica volta alla cattura di effetti luminosi assai ricercati, come il riverbero accecante di pendii innevati sotto il sole primaverile o l'evanescenza di umide brume azzurrognole addensate nel fondovalle, che oggi possiamo ammirare anche in opere distanziate nel tempo.

La natura rappresenta in definitiva per l'artista una costante fonte di ispirazione, sia nelle manifestazioni più dinamiche come emerge dalla resa impetuosa dei salti del torrente Ancogno, sia nella condizione più estatica come l'ampiezza di orizzonte delle marine liguri e sarde sa ispirare. Accanto ai paesaggi, il nucleo delle "Dissolvenze urbane" introduce nella ricerca di Goggia interessanti novità.

Protagonisti sono gli scenari di alcune città lombarde, Bergamo innanzitutto, ma anche Brescia, Lodi, Milano: piazze, vie minori, cortili di palazzi, slarghi di parchi sono sottoposti a un processo di semplificazione e di rarefazione che annulla i caratteri più contingenti fino a impedire la chiara identificazione dei luoghi.

Così gli spazi si traducono in visioni assorte, silenti, in suggestioni di atmosfere sospese e gli edifici diventano velari smaterializzati esposti all'aria e alla luce.

La ragione di questo percorso che per qualche aspetto richiama la ricerca di essenzialità di altre generazioni di artisti come Ottone Rosai, pur declinata con i colori dei 'chiaristi' lombardi, ci sembra di poterla trovare in un desiderio di allontanamento dal reale troppo angusto e circoscritto, a favore di una trasfigurazione della concretezza, di un respiro di libertà immaginativa che conduce l'autore nel dominio dell'indeterminato e del vago.

Consapevolmente o no, egli attinge a uno dei fondamenti della poetica di Leopardi: «Il poetico si trova sempre consistere nel lontano, nell'indefinito, nel vago» (Zibaldone, 14 dicembre 1828). E difatti nelle sue vedute Goggia dilata gli spazi, sfalda i contorni, inonda di luce palpitante gli angoli urbani, arresta il movimento e immerge le scene in visioni sognanti. Ma lascia anche filtrare la consapevolezza che si tratta di illusioni, di apparenze, di vie di fuga e lo suggerisce a noi che osserviamo.

Tanto luminose appaiono queste opere, tanto spenta risulta la tavolozza cromatica adottata dal pittore per raffigurare sé stesso. Il taglio ravvicinato e frontale dei suoi autoritratti sembra scelto apposta per non lasciare vie d'uscita all'indagine su di sé, in una sorta di duello con la propria immagine e dunque con la propria personalità. Che appare complessa, volitiva, eppure problematica, percorsa da inquietudini affioranti fin dalle prime versioni giovanili.

Anche in questa serie il lavoro di Goggia procede da un approccio descrittivo a un impegno di introspezione sempre più profondo fino a toccare esiti assai originali nelle ultime prove: i volti in penombra o appena emergenti dal chiarore, lambiti da tocchi di luce radente, si velano di malinconia nello sguardo e nel taglio serrato delle labbra accentuano l'enigmaticità dell'espressione.

Francesca Buonincontri, 3 giugno 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Municipium

A chi è rivolto

A tutti gli interessati.

Municipium

Date e orari

07 nov

16:00 - Inizio evento

07
nov

17:30 - Fine evento

Municipium

Costo

Gratutio

Municipium

Luogo

Biblioteca Centro Cultura Tullio Carrara

Piazza Italia 3, 24027 Nembro BG, Italia

Municipium

Punti di contatto

Biblioteca Centro Cultura “Tullio Carrara” : 035.47.13.70
Biblioteca Centro Cultura “Tullio Carrara” : biblioteca@nembro.net

Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026, 17:35

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