Le fonti storiche

Nel XVI secolo i Disciplini di Viana avevano una piccola chiesa dove si riunivano. Per lo stato indecoroso in cui si trovava, nel 1575 S. Carlo Borromeo, durante la sua visita pastorale, ne ordinò l’abbandono, sollecitando nel contempo il completamento di una chiesa dedicata a S. Rocco. Quest’ultima fu completamente rifatta nella prima metà del ‘700 su progetto iniziale, non del tutto rispettato, dell’architetto Giambattista Caniana (171-1754).

La costruzione

La facciata, di gusto settecentesco, è divisa da due semplici cornicioni in tre ordini. Nel primo sono posti il portale d’ingresso e due finestre laterali in marmo bianco di Zandobbio, nel secondo una finestra sempre in marmo bianco di Zandobbio, nel terzo il timpano di chiusura curvilineo, sormontato al centro da una croce. La struttura è ad una sola navata, suddivisa in tre campate da semipilastri addossati alle pareti (lesene), che terminano con capitelli corinzi. Nelle campate centrali si trovano due cappelle poco profonde, oggi senza altari. Sul fianco sinistro è posto il semplice campanile in pietre squadrate.

L'interno

L’interno è decorato con sobrietà. Nella volta della navata tre medaglioni dipinti raffigurano momenti della vita di S. Rocco. Decorano le pareti numerose tele, fra queste: I Quattro Martiri Coronati, firmata e datata 1815da Giovan Battista Brighenti, pittore clusonese (Gio. Batta Brigenti Pinxi(t)), Madonna del Carmine attribuita al nembrese Marziale (1735-1782), figlio del pittore Giovanni Carobbio (1687-1752) autore del dipinto posto sopra l’ingresso Madonna del rosario e santi e, nell’abside, S. Rocco tra gli appestati, opera di autore ignoto del XVIII secolo. Da notare le due tele poste ai lati dell’altare, Ritrovamento di Mosè e Il riconoscimento di S. Rocco, del pittore nembrese Pietro Gualdi Lodrini, nato nel 1716 e morto dopo il 1785, allievo di fra’ Galgario.

Interessante è l’altare maggiore del ‘600, in legno scolpito e dorato, decorato con statue. Il coro è composto da 13 stalli in legno di noce.

I Disciplini

Movimento mistico che si diffuse a partire dal XIII secolo ed ebbe notevole seguito. Aveva come fondamento gli insegnamenti del Vangelo e considerava particolarmente importanti valori quali la castità, l’uso limitato del giuramento, l’obbligo dell’elemosina, la preghiera per i defunti e la penitenza fisica esercitata mediante il “flagello”. Questa pratica di mortificazione fisica doveva effettuarsi tutte le domeniche e le feste comandate, escluso Natale, Ascensione e Pentecoste; rigorosa doveva essere al venerdì, durante la Quaresima e la Settimana santa. Nel XV secolo l’associazione dei Disciplini divenne fenomeno di massa e l’elemosina elemento di aiuto reciproco. Nel XVI secolo a Nembro troviamo i Disciplini di S. Rocco a Viana, di S. Maria a Borgo, di S. Gerolamo presso la parrocchia, di S. Vito a Trevasco.

Queste associazioni furono soppresse per decreto napoleonico nel 1806.

San Rocco

Nacque a Montpellier (Francia) nel XIV secolo. Rimasto orfano a 20 anni, distribuì tutti i suoi averi e partì come pellegrino per Roma. In quegli anni infuriava un’epidemia di peste, Rocco si prodigò fra gli ammalati finché anch’egli ne fu contagiato. Si ritirò allora in solitudine nei pressi di Piacenza; unico compagno fu un misterioso cane, che ogni giorno gli portava del pane. Guarito miracolosamente, ritornò in Francia, dove morì il 16 agosto 1327. Per altri storici egli è nato intorno al 1345/50 ed è morto nel 1376/79.

La devozione a S. Rocco fu universalmente riconosciuta ed egli per secoli fu invocato contro le malattie contagiose e le ferite.